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giovedì 13 dicembre 2007

Le lingue straniere ed il cervello

Il cervello ha in sé un meccanismo che gli permette di “sintonizzarsi” correttamente sulla lingua con cui ci si vuole esprimere. Questo sistema di controllo funziona attraverso una sorta di interruttore che si attiva quando passiamo dalla nostra lingua madre a una seconda lingua e viceversa. Il meccanismo è stato individuato e “fotografato” per mezzo della risonanza magnetica dai ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele, in collaborazione con il Dipartimento di Neurologia dell' Università di California e dei Geneva University Hospitals.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, permette di capire per quale motivo è apparentemente semplice il passaggio da una lingua all'altra, almeno per chi è molto ferrato nelle lingue, come ad esempio i traduttori simultanei e le persone bilingue. Gli psicolinguisti erano convinti da tempo che il cervello, per passare da una lingua all'altra, attivasse delle aree in grado di bloccare la lingua in uso e permettere il passaggio ad un'altro idioma, ma nessuno finora lo aveva documentato. Per farlo, i ricercatori del San Raffaele hanno sottoposto a risonanza magnetica funzionale alcuni soggetti di madrelingua italiana residenti da tempo a Ginevra (quindi con perfetta padronanza sia dell’italiano che del francese, ma esposti maggiormente a quest’ultimo). I volontari hanno ascoltato storie tratte dal “Piccolo Principe”, di A. de Saint-Exupery, che contenevano numerosi passaggi dall'italiano al francese e viceversa.
Spiega Jubin Abutalebi, del San Raffaele e primo autore del lavoro che gli esperti in questo modo hanno fotografato le aree del cervello che si attivavano durante il passaggio tra le due lingue, individuando l'accensione di alcuni “interruttori” cerebrali. Si tratta di strutture importanti: la corteccia del cingolo, una struttura nervosa coinvolta nell' attenzione, e il nucleo caudato, che entra in gioco nel complicato processo di inibizione delle azioni. “E' plausibile che per queste specifiche funzioni, queste aree siano cruciali nel meccanismo di controllo delle lingue nei bilingui” ha detto l’esperto. Lo studio ha anche dimostrato che quanto più si è esposti a una lingua, e quindi la si conosce meglio, tanto più nel nostro cervello si attivano dei sistemi neurali simili a quelli che si attivano quando parliamo nella nostra lingua madre. E' la prova scientifica che, per ottenere una buona padronanza della seconda lingua, è opportuno esservi esposti in maniera adeguata, in primo luogo vivendo nel paese di origine, oppure seguendo programmi televisivi o radiofonici e parlando con frequenza e costanza con soggetti nativi.

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